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I migliori hashtag per i social network

Su Instagram vengono pubblicati mediamente 95 milioni di post al giorno mentre su Twitter circa 278 mila ogni 60 minuti. Notevole, non pensate? Quali sono, quindi, i migliori hashtag da utilizzare sui social network?

Immaginatevi di voler comunicare con il vostro pubblico un’importante notizia o di far sapere loro le novità riguardanti la vostra attività. Dopo aver scelto le parole giuste, una bella foto e il giusto canale, altro non manca che aggiungere gli hashtag corretti. La comunicazione digitale viaggia alla velocità della luce e con tutti i post che vengono pubblicati giornalmente si rischia di passare in secondo piano, o addirittura risultare invisibili, rispetto ad altri utenti. Ecco allora che entra in gioco l’hashtag, un binomio formato dal simbolo del cancelletto e una qualsiasi parola esistente (e non) in grado di creare degli aggregatori tematici. Se utilizzati nella maniera corretta, gli hashtag, risultano un indispensabile strumento di ricerca. 

Sebbene la sua origine venga collocata al tempo dei romani, oggi il suo utilizzo si riscontra principalmente sui social network per creare delle categorie argomentative facili da ricercare. 

Twitter è stato il primo canale social ad utilizzarlo, dando la possibilità ai suoi utenti di poter seguire e aprire una discussione per determinato hashtag. Dopo di lui anche Instagram, il social network delle immagini, ha introdotto l’utilizzo delle “etichette” all’interno del suo sistema, così da poter esplicitare le tematiche racchiuse nei post e creare degli algoritmi basati sulla classificazione dei contenuti. Sebbene l’obiettivo risulti similare, su Twitter gli hashtag vengono utilizzati con maggiore cognizione di causa, mentre su Instagram il suo utilizzo è ancora piuttosto generalista e confuso, gli utenti tendono a utilizzare quanti più hashtag possibili optando per etichette troppo comuni. 

Decidere di pubblicare un post con un # seguito da un tag come “picoftheday”, “business”, “retail” non vi darà la possibilità di raggiungere il target con cui volete comunicare, anzi, rischierete di passare inosservati e sovrastati dai successivi milioni di post con lo stesso tag, oltre a risultare poco originali. Quindi, a meno che non abbiate un seguito come Chiara Ferragni, scegliere un hashtag tipo “business”, che ad oggi ha ‘solo’ 64.2 milioni di post, non vi permetterà di raggiungere l’engagement che state cercando. 

Oltre alla facilità di ricerca, gli hashtag, sono una potente arma per creare trend e movimenti social, come ad esempio “me too” o “essere ferrari”, che in un semplice tag racchiudono l’essenza dei valori portati avanti dal marchio o dai loro seguaci. Se volete comunicare il lancio di un nuovo prodotto, non abbiate paura di creare dei nuovi hashtag, che siano in grado di trasmettere il messaggio chiave della vostra comunicazione. È un po’ più chiara l’importanza degli hashtag?

La scelta deve necessariamente basarsi sull’obiettivo della vostra comunicazione, oltre che risultare inerente al tipo di contenuto. Quantità non è sempre sinonimo di qualità e, sebbene questa frase sembra l’inizio di uno spot pubblicitario, è il criterio migliore su cui basare la scelta degli hashtag. Tre o quattro, non di più, di cui uno che si in grado di rappresentare la vostra azienda o un valore che vi sta a cuore, uno un po’ più generale che rispecchi l’argomento a cui vi state riferendo e se proprio non potete farne a meno un classicone acchiappa like. Abbiate fantasia e provate diversi tentativi, analizzate i risultati e createvi il vostro personale glossario, solo così avrete la possibilità di consolidare la rete dei vostri ascoltatori. 

Uniformatevi e vi apprezzeranno.

Differenziatevi e vi riconosceranno. 

A voi la scelta.